Cambiamenti delle zone climatiche di Köppen nell’Europa sudorientale
Il cambiamento climatico sta alterando rapidamente le zone climatiche in tutto il mondo, e l’Europa sudorientale non fa eccezione. Uno studio recente, condotto dai ricercatori Gordan Mimić, Zorica Podrašćanin e Biljana Basarin, ha analizzato l’evoluzione delle zone climatiche secondo la classificazione di Köppen tra due periodi chiave: 1961-1990 e 1991-2020.
Dati e Metodologia
I ricercatori hanno utilizzato dati relativi alla temperatura dell’aria e alle precipitazioni provenienti dai set di dati ERA5-Land e E-OBS, forniti dal servizio Copernicus Climate Change Service. Questi dati coprono l’area geografica del sud-est europeo, inclusi i Balcani e le regioni adiacenti, come Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia, Bulgaria e Romania.
Cambiamenti Climatici Rilevati
I risultati dello studio hanno evidenziato un marcato spostamento delle zone climatiche nel corso dei decenni. Durante il periodo 1961-1990, il clima predominante in questa regione era quello temperato umido con estati calde (Cfb), affiancato dal clima continentale umido con estati calde (Dfb). Tuttavia, negli ultimi decenni, il clima Cfb ha gradualmente sostituito il Dfb nelle aree più fredde, riducendo significativamente la presenza di quest’ultimo.
Al contempo, il clima temperato umido con estati calde (Cfa) si è esteso in aree più ampie, specialmente a scapito del clima Cfb, coprendo quasi la stessa percentuale di territorio.
Cause del Cambiamento
L’incremento delle temperature medie annuali è stato il fattore principale di questo cambiamento, che ha portato a una transizione verso climi più caldi in tutta la regione. Ad esempio, in Bosnia ed Erzegovina, l’aumento delle temperature ha causato un passaggio dal clima Dfb a quello Cfb, mentre in Croazia il clima Cfb è stato sostituito dal Cfa e, in alcune aree costiere, dal clima mediterraneo (Csa).
Impatti e Prospettive Future
Il riscaldamento climatico avrà un impatto sempre più forte in questa regione, e ci si aspetta che il trend continui anche nei prossimi decenni. Le previsioni mostrano che entro la fine del secolo, molte aree potrebbero sperimentare un ulteriore spostamento verso climi ancora più caldi, con gravi conseguenze per l’agricoltura, l’ecosistema e la vita umana.
